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La denominazione Ficodindia di San Cono è riservata ai frutti di ficodindia di varietà “Surfarina” o “Nostrale”, detta anche Gialla, “Sanguigna” detta anche Rossa e “Muscaredda” o “Sciannarina” detta anche Bianca, coltivate nel territorio dei comuni di San Cono (CT), San Michele di Ganzaria (CT), Piazza Armerina (EN) e Mazzarino (CL).

Le caratteristiche peculiari della denominazione di origine protetta “Ficodindia di San Cono” sono: le grandi dimensioni dei frutti; la buccia caratterizzata dai colori particolarmente intensi e vivi; la particolare dolcezza; la grande fragranza e serbevolezza; il profumo delicato.

Il territorio, infatti, è dotato di caratteristiche pedoclimatiche particolari, quali l’altitudine e la conformazione orografica che rappresentano elementi essenziali nella determinazione delle particolari condizioni di intensità e qualità della radiazione luminosa, dell’alternanza dei cicli di bagnatura-asciugatura dell’epicarpo dei frutti e dell’escursione termica giornaliera, soprattutto nel periodo di maturazione dei frutti.

L’area interessata alla coltivazione di questo prodotto è caratterizzata da basse e dolci colline intervallate da piccole vallate con terreni per lo più di origine alluvionale, di medio impasto, profondi e freschi e dotati di un ottimo drenaggio naturale e dove la componente sabbiosa è prevalente sulle altre componenti (percentuale di sabbia non inferiore al 50%) e con un pH mediamente neutro e sub-alcalino (pH 6.9-8.1).

Queste vallate sono totalmente aperte da Est ad Ovest e questo permette la buona irradiazione solare dei terreni e l’incunearsi dei venti provenienti da Est che favoriscono un clima mite soprattutto nel periodo estivo - autunnale, durante il corso della maturazione dei frutti. L’aria calda estivo - autunnale è mitigata, anche nelle ore più calde del giorno, dal regolare alzarsi nella tarda mattinata, di una brezza proveniente da ovest e dal nord-ovest che fa sì che la temperatura non raggiunga mai livelli troppo alti.

I fenomeni fisici sopra descritti interagendo con la radiazione luminosa sono responsabili della formazione e dell’evoluzione degli antociani, responsabili del colore dell’epicarpo dei frutti di ficodindia e della loro polpa. A questo si associa l’effetto dell’escursione termica e delle bagnature notturne che favoriscono l’ingrossamento dei frutti. Inoltre, la presenza degli impianti di coltivazione lungo la fascia altimetrica, combinata all’efficienza nella gestione del fabbisogno idrico dei terreni irrigui operata dai coltivatori locali, permette in quest’area la produzione di fichidindia di peso maggiore e dal contenuto zuccherino più alto rispetto a impianti di altre zone geografiche posti a quote altimetriche inferiori.

I terreni, avendo un’elevata capacità di trattenere l’umidità per lunghi periodi di tempo, fanno sì che l’umidità si mantenga costante nel terreno e la pianta riesca a concludere il suo ciclo produttivo nelle migliori condizioni possibili senza stress e limitazioni.

L’insieme dei fattori ambientali rende esclusivo il rapporto con la qualità del ficodindia di San Cono. Questi peculiari fattori insieme all’attività dell’uomo, alle sue capacità culturali e alla messa a punto di pratiche di salvaguardia dell’ambiente e della tradizione socio-produttiva (compreso il mantenimento delle tecniche di coltivazione del ficodindia nel rispetto e nella tutela delle vallate e delle colline) contribuiscono a conferire al ficodindia di San Cono caratteristiche riconosciute dalla letteratura tecnico-scientifica e dalla ormai consolidata valorizzazione commerciale.

Grazie al forte radicamento della popolazione rurale nell’area di produzione considerata, con tutta la sua tradizionale esperienza, con le sue capacità colturali tramandate da generazione in generazione, con la continua ricerca e messa in atto di tradizionali e specifiche tecniche colturali, si sono determinate le condizioni affinché la coltivazione del ficodindia di San Cono si consolidasse nel tempo, fino a oggi, come un patrimonio storico-tradizionale e culturale di tutto il territorio oltre che come fondamentale risorsa economica. Grande testimonianza è la tradizionale Sagra del Ficodindia, un misto di cultura, tradizioni, promozione commerciale e aggiornamento tecnico - scientifico con i tradizionali convegni che ogni anno si tengono sul ficodindia. Tali risultati sono dovuti al totale coinvolgimento culturale, lavorativo ed economico degli abitanti della zona nel processo produttivo del ficodindia di San Cono, che hanno contribuito a determinare un forte legame del prodotto stesso con l’ambiente e in particolare, a sviluppare nel corso del tempo, un profondo legame sentimentale tra la popolazione del territorio e il frutto in questione.

È l’uomo, infatti, che oltre a mantenere inalterate nel tempo le tecniche di coltivazione, sa capire attraverso la sua grande esperienza il momento giusto per portare a termine la raccolta. Non effettua infatti una raccolta troppo precoce che abbasserebbe la qualità degli zuccheri presenti e conferirebbe ai frutti quel sapore tipico di cladodo poco gradevole al gusto del consumatore né effettua una raccolta troppo ritardata che determinerebbe un abbassamento delle caratteristiche organolettiche delle bacche conferendo ad esse uno sgradevole sapore di stantio ma raccoglie nel momento perfetto cioè quando i frutti hanno raggiunto i livelli minimi di colorazione della buccia ottimo indicatore dello stadio di maturazione presentando al consumo un prodotto dalla perfetta sapidità e fragranza.

Attorno a questa coltura c’è anche tanta storia. Nel 1840 l’agronomo francese De Gasparin visitando la Sicilia descrisse il ficodindia così: “ la manna, la provvidenza della Sicilia, rappresenta ciò che il banano è per i paesi equinoziali e l’albero del pane per le isole del oceano Pacifico…” Il definitivo successo del ficodindia e la sua trasformazione in coltura intensiva in questa zona risalgono alla metà degli anni settanta del XX secolo: Sono gli anni in cui viene rinnovata la tradizione etnea, quella di Santa Margherita Belice, che si sviluppa su nuovi territori ed in cui si afferma in maniera preponderante l’area di San Cono, il cui territorio incuneato tra tre grossi centri :Enna, Caltagirone e Caltanissetta, è oggi la più importante zona di produzione in coltura specializzata esistente e giudicata dagli esperti del settore “capitale della produzione di ficodindia in Italia.”. Il Prof. Filadelfio Basile (Università di Agraria di Catania) nella sua indagine economico-agraria sulla produzione del ficodindia in Italia (1991) rileva che tra le aree importanti per superfici investite e per produzione ottenibile nell’ambito della regione Sicilia : che “(…..) nelle Colline di
San Cono, sicuramente la zona più importante quanto a superfici e produzione”. Il Prof. Oscar Alberghina (Università di Agraria di Catania) ne “San Cono (Catania) : capitale della fichidindicoltura italiana (1988) analizza la situazione della fichidindicoltura italiana conferendo all’areale di San Cono, per importanza e diffusione, la denominazione di “Capitale della produzione di ficodindia in Italia”. I Professori Barbera G., Inglese P., (Università di agraria di Palermo) ne La coltura del Ficodindia (ed. Edagricole - 1993), ampio ed esauriente trattato sulla coltivazione del ficodindia nel mondo, descrivono San Cono (CT) come il polo produttivo più importante della fichidindicoltura siciliana.

I luoghi

Ficodindia di San Cono D.O.P.

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